Pages

lunedì 14 novembre 2011

Fi-nal-mén-te


Fi-nal-mén-te


avv. 1 Da ultimo, alla fine. 2 In fine, spec. per esprimere la soddisfazione da qualcosa che si è ottenuto, si è verificato e simili dopo una lunga attesa. 3 A scopo finale. 4 Completamente

Il Nuovo Zigarelli - Vocabolario della lingua italiana

venerdì 11 novembre 2011

Torta con inganno...



...ieri in silenzio stampa, ma almeno uno dei due articoli è finito (ok, quasi... l'ultima rilettura e lo mando!!!). Però oggi, essendo venerdì, ci mettiamo in modalità dressed-down e parliamo di cucina. 

La ricetta di oggi è:


TORTA DI HELLO KITTY CON INGANNO


Abbiamo bisogno di: 120 gr cioccolato fondente, 3 cucchiai cacao in polvere, 200 gr di zucchero, 90 gr burro morbido, 240 gr farina, un vasetto di yogurt bianco, 120 gr di latte, 3 uova, 1 bustina di lievito, 3 pere.

Per prima cosa, mettiamo il cioccolato fondente nel mixer e lo tritiamo finemente. Poi aggiungiamo il burro, lo zucchero, il cacao, le uova, lo yogurt, le pere sbucciate ed il latte. Mettiamo nel mixer la farina e, solo all'ultimo, il lievito.
Dopo aver imburrato ed infarinato una tortiera, versiamo il composto e mettiamo in forno a 180° per 45 minuti circa.

Per la decorazione, io ho usato una maschera di Hello Kitty (di cui mia figlia è appassionata, nonostante i miei interventi di dissuasione...), ma potete scegliere qualsiasi altro personaggio...

Dov'è l'inganno? Sta, come avrete immaginato, nelle pere!!! E' l'unico modo in cui riesco a farle mangiare alla mia rospetta (v. prove allegate)!!!!
 

Bon Appetit!!

mercoledì 9 novembre 2011

Figli capitalisti

Cosa fare quando si devono ancora consegnare due articoli e si è già in ritardo di una settimana? Si scrive un post che finge di parlare di economia, così ci si salva la coscienza (e si perde altro tempo, ma di questo non parliamo...).

Lo sapevate che i nostri figli sono capitalisti? (Sapevatelo!!!)


Il capitalismo nasce con l’idea dell’accumulazione. Questo è il motivo per cui, avendo tutti i paesi adottato questo sistema di produzione, sottostanno all’imperativo della crescita ed è anche il motivo per cui ci preoccupiamo se il PIL cresce dello 0% (ma io dico, se il PIL di ieri andava bene, perché oggi non va bene più e deve crescere per forza? Perché siamo capitalisti!).

Allora, una brevissima considerazione sull’etica del capitalismo. Qual è il pregio maggiore del capitalismo? Aver svelato ed assecondato la natura umana: l’essere umano è pessimo. E lo è proprio intrinsecamente. Non credete a quelli che vi dicono che nasciamo buoni, ma ci corrompiamo con la socializzazione: non è vero! Potete chiedere ad un qualunque genitore onesto: già da bambini siamo pessimi!!! Egoisti, opportunisti, accumulatori. Cioè, siamo già capitalisti!



Già, perché, secondo la teoria economica, l’individuo è razionale se è egoista: quindi, i nostri bimbi sono tutti razionali (mah...)

martedì 8 novembre 2011

La felicità domestica

Adesso... Io per i romanzi russi ho una passione insana e lo so. Per Tolstoj, poi, coltivo una specie di perversione e vabbé. Che ci avrei messo a piazzarvi lì un bel post su Guerra e Pace? Sono tipo 600 pagine di romanzo, qualcosa da dire l’avrei trovato, no? Per non parlare di Anna Karenina (i più attenti, la ricorderanno citata nei miei primissimi post).

E invece eccomi qui, di martedì, ad attaccarvi un pippone (è un termine tecnico, non storcete il naso) su questo libretto del caro Lev (è come se fossi una sua groupie, mi sento di potermelo permettere) sul quale ho messo le mani.
 
Il titolo (del post, ma anche del libro) è La felicità domestica.
Ora, voi mi dovete dire se, una cosa come 150 anni fa, uno poteva essere in grado di capire così bene come, a volte, i rapporti possano cambiare nella coppia dopo il matrimonio...
 
 
Visto da lui:
<“Non tenteremo di ripetere la vita... Non mentiremo a noi stessi. E che non ci siano più le vecchie ansie ed emozioni, e ne sia resa grazia a Dio! Non abbiamo nulla da cercare e per cui turbarci” ... “È così, amica mia”, concluse, piegando verso di sé la mia testa e baciandola. E non fu quello il bacio di un amante, ma di un vecchio amico.>
 
Visto da lei:
<Improvvisamente capii con chiarezza e tranquillità che il sentimento di quel tempo era irrimediabilmente passato, come il tempo stesso, e che farlo tornare adesso non sarebbe stato solo impossibile, ma opprimente e molesto. E poi in fondo era stato così bello quel tempo che mi sembrava così felice?>

Disclaimer: questo post non è ispirato alla mia vita personale (meglio specificare, se no il barbuto, stasera, lo sentite voi???)

lunedì 7 novembre 2011

Just a perfect day...

Una giornata piena di gioia. Ecco cos’è stata. Uno di quei rari momenti di armonia che si provano nei primi anni di vita delle rospette, nei quali io ed il papà barbuto siamo generalmente sopraffatti dalle urgenze che si susseguono, una dietro l’altra, senza soluzione di continuità.
E invece, ieri è arrivato come un regalo.
Giornata tranquilla, anzi direi piuttosto low profile. Nemmeno iniziata sotto i migliori auspici. Devo confessare che nutro una antipatia profonda, inestricabile ed anche intellettualmente radicata per i centri commerciali. Dopo un pò che sono lì dentro, con la luce artificiale, l’aria finta e tutti quegli stimoli, inizio a diventare insofferente e mi ricopro di pustole (vabbè, forse ora sto esagerando)...
Però, io con la tisi (da venerdì, bronchite asmatica) e le bimbe cagionevoli, giornata con previsioni di abbondanti piogge, non c’è sembrata esservi alternativa.
E invece, la vera svolta è arrivata quando, con rara lungimiranza, il barbuto ha ben pensato di cedere ad un capriccio della piccola grande: “va bene, compriamo il vestito da fatina danzerina e, se vuoi, puoi tenerlo addosso”. É seguita, peraltro, scenetta comica, con la bimba passata sulla cassa a mò di agnellino, con tutto il vestito addosso. E, da allora, una giornata quasi perfetta, culminata, dopo la cena, con ballo collettivo di famiglia e tutti che ridevano...
L’atmosfera da mulino bianco, per una volta, è passata anche da noi...

venerdì 4 novembre 2011

Venerdì? Ricetta!

Facciamo che il venerdì diventa il giorno della ricetta?
Proprio ieri mattina ho deciso che avrei voluto avere degli amici a cena, per una cena vera (e non la solita pizza a domicilio con cui siamo andati avanti negli ultimi mesi...). Così, per il primo ho rubato una ricetta a Piccola Layla (profumodisicilia.blogspot.com).

Per il secondo, ho scelto una ricetta semplice e gustosa, gradita anche ai bimbi (il cui numero, nelle nostre cene, sopravanza ormai quello degli adulti!).
Ecco a voi... il...

TORTINO DI CARNE ALL'ARANCIA

Ingredienti per 4-5 persone:
500 gr. di polpa di maiale e di petto di pollo macinati, circa 400 gr. di pane raffermo, 3 arance, latte, sale, pepe, olio.

Cosa fare:

Per prima cosa, bagniamo il pane raffermo nel latte finchè non sia del tutto ammorbidito. Poi, mettiamo nel mixer la carne con il pane raffermo, dopo averlo strizzato un pò (ma non troppo, ché il latte dà al tortino una consistenza più morbida). Nel mixer aggiungiamo poi il succo di un'arancia spremuta, sale e pepe.
Passiamo, così, ad oliare una tortiera (io ho usato uno stampo per il plumcake, che mi sembrava più carino), ricopriamo con il pan grattato e versiamo il composto del tortino.

A copertura, mettiamo altro pan grattato, il succo di un'altra arancia e qualche scaglia di burro (e si tratta degli unici grassi: le mie ricette sono spesso very low fat!!!).

In forno per 20 minuti a 180° e sarà cotto. Per servirlo, se volete, potete aggiungere qualche fetta di arancia...

Ecco il risultato finale...


Bon Appetit! (e anche buon we!!!)

mercoledì 2 novembre 2011

Crisi? Schumpeter diceva che...


 "Nell'economia di scambio, in condizioni di libera concorrenza, i prezzi di tutti i prodotti dovrebbero essere uguali ai prezzi del lavoro e della terra in essi contenuti."
"Ciascun produttore dovrebbe consegnare tutto il suo ricavato a coloro che gli hanno fornito i mezzi di produzione...finchè alla fine l'intera somma originaria dei prezzi toccherebbe ai fornitori di prestazioni di lavoro e di prestazioni della natura."
"Stando così le cose, la produzione dovrebbe quindi svolgersi essenzialmente senza profitti".

"Il profitto è un sintomo di imperfezione."


Quindi, aggiungo io, l'accumulazione (che rappresenta il principio basilare del capitalismo, che abbiamo scelto come sistema di produzione) non dovrebbe rappresentare un fine di per sè, quanto piuttosto uno strumento per ulteriori investimenti dell'impresa e per lo sviluppo in senso più ampio dei paesi...


Meditiamo, gente, meditiamo... ;-)))

This site was made with ♥ by Angie Makes