Pages

lunedì 13 febbraio 2012

Cosa accade in Grecia? (della serie: post utile della blogger economista)

Immaginate un paese con oltre 1 milione di disoccupati (quasi il 21% di coloro che vorrebbero un lavoro non ce l'ha). Immaginate che, da un momento all'altro, vi tolgano il 20% del vostro stipendio. Immaginate che, d'amblais, dobbiate pagare una nuova tassa (tipo IMU) calcolata non in base all'immobile di cui siete proprietari (almeno, nel nostro caso, siete proprietari), ma in base alla vostra bolletta dell'energia elettrica... E così via...

La Grecia ha approvato da poche ore il piano di austerity (l'ennesimo). 

La mia domanda è questa (un pò semplicistica, lo ammetto): le banche private agiscono senza scrupoli alla ricerca del profitto e, alla fine, chi paga? 

Secondo voi, al greco medio (stipendio decurtato, tasse che lo divorano, iniquità insostenibili) cosa gliene frega più di essere nell'UE? o ancora, perchè mai dovrebbe essere preoccupato della dichiarazione di default???

Mi interessa il vostro parere, davvero (anche perchè, noi siamo stati vicini tanto così...).

32 commenti:

  1. è allucinante! che senso di impotenza...

    RispondiElimina
  2. PRemetto che non me ne intendo, però ho sentito che a suo tempo la Grecia viveva al di sopra delle sue possibilità e che l'evasione fiscale era molto diffusa.
    Che sia colpa delle banche o della classe politica incapace, quello che non è giusto è che siano le persone normali a rimetterci sempre. Purtroppo non ho la soluzione. Però, dobbiamo almeno metterci in testa che bisogna cambiare e non commettere più gli stessi errori. Come riflettevo nei miei due post sulla solidarietà, forse anche un po' fraintesa, non dobbiamo mai pensare che i problemi degli altri non ci riguardino, sia che siano del vicino, del collega o del paese in fianco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è interessante, perchè i due fattori di cui giustamente parli all'inizio (vivere sopra le proprie possibilità ed avere un'evasione fiscale molto diffusa) sono caratteristiche anche dell'economia italiana...

      Elimina
  3. Non ho alcuna competenza per commentare e soprattutto qui in Usa le notizie europee arrivano col contagocce. In attesa di poterti dare un'opinione piu' personale, seppure da profana, ti diro' che ieri le immagini delle rivolte di piazza e le fiamme mi hanno veramente impressionata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh, hai ragione: incredibile anche vedere i vecchietti, in piazza...

      Elimina
  4. Infatti ai Greci secondo me non gli e ne frega proprio + niente di essere nell'Unione Europea. Oggi ho addirittura letto che rivogliono la loro vecchia moneta e come ha scritto anche Saviano nella sua pagina facebook, farebbero come l'Argentina quando andò in default, però almeno ciò gli permetterebbe di recuperare rapidamente in competitività e crescita ... Noi saremo i prossimi? noi siamo una fra le nazioni più potenti, sai la Grecia è solo una pedina, ma se crolliamo noi crollano anche tutti gli altri. Lo sai qual'è il problema? che la gente è stanca, non c'è la fa più. Tu pensa, solo in Italia una famiglia composta da 4 persone spende quasi 1000 euro di bollette al mese, se abbassi anche gli stipendi è la fine ... quindi io loro li capisco, sarei profondamente [anche se lo sono già] incaz ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi hai fatto venire i brividi, letteralmente! la penso come saviano: a questo punto, che recuperino perlomeno la loro sovranità economica...

      Elimina
  5. d auna parte penso che al loro posto anche io spaccherei tutto, anche se non è la soluzione, non capisco perchè l'austerity è sempre e solo in un verso!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e proprio questo è il problema: l'austerity si traduce in una scure che colpisce solo certe categorie di cittadini!!!

      Elimina
  6. Ma la U.E. non avrebbe dovuto/potuto vigilare prima affinchè non si arrivasse a questi punti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti! e, anzi, sarebbe dovuta intervenire prima!!!

      Elimina
  7. La crisi economica di un paese spazza via ogni sicurezza e dà i presupposti per il caos. ma non dimentichiamoci che la Grecia nella storia ha avuto una certa influenza, insieme all'Italia siamo stati la "culla" della società europea, sia culturalmente che politicamente. forse l'europa si dimentica ancora una volta di questo piccolo particolare, che magari non interessa più in epoca moderna, ma a cui bisognerebbe pur guardare. però, sono constatazioni che non tengono conto dell'economia, che è divenuta il baricentro, l'ago della bilancia della società odierna. Insomma. vedremo. E' certo che il caos regna sovrano e i sentimenti di impotenza serpeggiano fra i greci....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti: ma è possibile che non vi siano altre valutazioni da fare che quelle legate al PIL o al debito (e detto da un'economista...)?

      Elimina
  8. Ieri sera Barisoni a radio24 ha nuovamente affrontato l'argomento... e infatti si sottolineava che in questo modo l'economia sommersa che in Grecia è altissima non verrà mai allo scoperto: e ti credo!
    La Grecia resterà nell'euro facendo morire di fame la sua gente solo per interesse tedesco... è pazzesco secondo me.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è proprio assurdo... il piano di austerity avrà dei costi sociali elevatissimi...

      Elimina
  9. Io non capisco proprio un fico di tutto ciò ma mi pongo ugualmente delle domande, una fra tante è: "Quando abbiamo aderito alla moneta unica e ci sono state le prime lamentele popolari per il rialzo dei prezzi e del costo della vita, il commento era che se non fossimo entrati nell'euro saremmo finiti come l'Argentina................ ora nell'euro ci siamo da +/- 11 anni......... e siamo quasi comunque finiti come l'Argentina............ mi sono persa qualcosa???????

    RispondiElimina
    Risposte
    1. beh, noi, ad esempio, non siamo stati minimamente in grado di gestire la situazione...

      Elimina
  10. Io non me ne intendo, ma la cosa mi spaventa lo stesso. Mi piacerebbe sentire anche l'opinione di chi è la, tante volte le informazioni arrivano un pò deformate. Non dico che non ci siano casini, ci mancherebbe, lungi da me, ma l'opinione di uno del posto potrebbe chiarire tanti dubbi, sia in positivo che, purtroppo, in negativo.
    Cmq, buon San Valentino a tutte!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. hai proprio ragione: sarebbe interessante avere notizie dirette e non mediate dalla stampa...
      Buon SV anche a te!!!

      Elimina
  11. esiste l'euro, esiste l'Europa "finanziaria", quella che mira ad essere un grande mercato, ma l'Europa politica, con una politica comune di intervento in caso di crisi... be', è tutta da fare... ma dico: se manca da questo punto di vista, a che serve???
    E poi, come dici tu: al greco medio, cosa gliene frega di far parte dell'UE se l'UE esiste solo per i "grandi"?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. infatti! e poi: quasi tutti i paesi hanno fatto alcuni sacrifici per entrare nell'UE e rafforzarne la posizione... non sarebbe il caso di ricambiare???

      Elimina
  12. Oddio in questo periodo sono fuori dal mondo non ho quasi il tempo per andare a fare la pipì...mi aggiorno con te! Grazie!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mi fai sentire davvero utile!!! grazie mille a te!!!

      Elimina
  13. non saprei come risponderti. una cosa è certa, dobbiamo incominciare, a mio modesto avviso, a calarci nei panni di un greco.. ci manca poco e condivideremo lo stesso destino

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eh, diciamo che forse lo stiamo appena scongiurando...

      Elimina
  14. Sinceramente penso che al grego medio non gliene freghi nulla dell'U.E., come a moltissimi di noi. L'U.E. e l'euro sono state manovre potenzialmente positive, secondo me, affrontate, in alcuni casi, con troppa leggerezza e poca lungimiranza. Non so che altro aggiungere, a parte il ritenere molto grave anche la situazione finanziaria ed economica italiana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in effetti, anche noi siamo appena sopra il baratro... ma stiamo prendendo la strada giusta (almeno nelle intenzioni)..

      Elimina
  15. "siamo stati" significa che è passata? così mi rincuori...

    RispondiElimina
  16. Ho letto questo articolo e le sue preoccupazione... beh non preoccuparti, il debito non dipende ne dall'evasione ne da nostri (parlo della collettività) comportamenti inadeguati. E' ovvio che tutti dobbiamo partecipare al bene collettivo ma è altrettanto vero che non viviamo in un regime di giustizia economica: oggi si riuscirebbe a far fallire uno stato con poche parole, indipendentemente dalla virtuosità dello stato! Almeno ne sono convinto. L'economia, la riserva frazionaria, le banche centrali piene di soci OMISSIS portano con loro le colpe dei nostri disagi. Se non ricordo male la parte dalla New Economy (mera invenzione di alcune menti malata... tanto osannata quanto ingannevole) per finire con: è tutta colpa nostra! Siamo un popolo cattivo! Quel che mi dispiace è che guardiamo soltanto quello che ci viene detto e presentato dalla TV il che, è di per se, ingannevole. La mia domanda è questa: quale leggitimazione ha la Standard & poors di giudicare gli stati? E se qualche loro cliente molto grande avesse bisogno che uno stato entri in crisi? uhm... non credo che loro siano un'associazione benefattrice.. non so forse asseconderebbero il cliente...
    Bye

    RispondiElimina
  17. Io farei come han fatto gli Islandesi, che hanno avuto due palle così nello scendere in campo e dire NO, noi non paghiamo un debito che non è nostro!

    RispondiElimina

This site was made with ♥ by Angie Makes